CARBONAIO

 Arrrivava nei boschi il carbonaio, con una capanna come dimora, e ciò che gli era necessario per la sopravvivenza nel bosco per lunghi periodi. Il suo, era un lavoro stagionale che, iniziava in autunno con i tagli del bosco e si concludeva alla fine della primavera. I carbonai, lavoravano spesso in modo individuale ma anche uniti in compagnie che potevano esere costituite da varie persone , tutte dedite , ovviamente, allo stesso scopo .capanna del carbonaio del garganoFino a pochi anni addietro, si consumava molto carbone per il riscaldamento domestico, e nei boschi di Vieste se ne produceva a tonnellate. I boscaioli tagliavano gli alberi che venivano fatti a pezzi di almeno un metro e venti di lunghezza per poterli sistemare bene nella costruzione della “carbonaia”. Per comporre una “carbonaia” occorreva una quantità considerevole di legna, comunque non inferiore ai trecento quintali (bisogna tenere presente che solo un quinto del peso della legna si trasforma in carbone). Il diametro generalmente era di quattro o cinque metri per un altezza di due-tre metri.sella e carriola del carbonaio del garganoOgni carbonaro lavorava la sua macchia, la tagliava in pezzi di un metro e la accatastava. Successivamente veniva trasportata con i muli nello spiazzo, un punto in cui venivano scavate le buche nelle quali sistemare la legna e appiccare il fuoco. La cotta della legna, scavata nel terreno, aveva forma conica, a partire dal centro si costruisce una specie di camino che arriva anche a superare i tre metri finito di costruire lo scavo , viene ricoperto di felci per favorire la combustione in asenza di ossigeno.
antichi mestieri 1Il materiale legnoso , quindi (per lo più leccio, corbezzolo, cerro e orniello), costituente il mucchio, veniva ridotto in pezzi di eguale dimensione. Si formavano poi 2 o 3 strati fino a costituire una cupola alta circa i 3/4 del diametro di base; a questo punto, il tutto veniva coperto con frasche umide e, successivamente da uno strato di terra bagnata.
Alla base della carbonaia si praticavano delle aperture, attraverso le quali si accendeva il fuoco e si chiudevano quando questi si era propagato a tutta la massa, lasciando dei piccoli spiragli.
L’operazione di carbonizzazione, seguita costantemente dal carbonaio, in media durava fra i sette e i dieci giorni, dopo di che si soffocava il fuoco chiudendo tutte le aperture e si lasciava raffreddare la massa fino alla demolizione della carbonaia ottenendo carbone di ottima qualità. 
Poi raccolti i carboni, si scendava in paese, scuri nel volto e nelle braccia per il fumo, si scendave a vendere il carbone nei sacchi, per l’inverno che poi cominciava. Il carbonaio era soggetto a malattie bronco-polmonari a causa della persistente esposizione alle avversità del tempo, particolarmente frequenti in autunno e primavera, senza parlare dell’inverno e il suo lavoro si vedeva quando il rosso acceso del fuoco rischiarava il buio della sera. Nei bracieri ardenti.

Banditore

Cordaio 

Carbonaio 

Ammaceratore 

Sanapiatti