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GARGANO










Gargano: un cuore verde sul mare
All’inizio del novecento il Gargano, così veniva descritto dall’on. e giornalista M. Vocino: “ è veramente di una varietà ricchissima il paesaggio, tra i più belli d’Italia. Gli odoranti aranceti di Sicilia, di Liguria, di Sorrento, le vergini selve della Sila, le squallide solenni campagne di Roma, le vigne laziali, i dirupi d’Abruzzo, gli oliveti Toscani, le verdi convalli dell’Umbria, e le vivide marine partenopee, e le solitudini della Maremma, tutte le caratteristiche diverse del paesaggio italico possono riscontrarsi riunite, con mirabile armonia, in questo remoto e sconosciuto lembo di nostra terra il Gargano!”
Sembra che sullo Sperone verde d’Italia , il Novecento sia scivolato senza modificare la natura , né le abitudini: qui si pesca ancora con i trabucchi e si viene in pellegrinaggio per invocare l’aiuto dei santi. Un microcosmo ricco di tradizioni ma che non trascura l’arte dell’accoglienza.
E’ così appare oggi, non troppo diverso d’allora. Il Gargano, emerge e si riflette nello smeraldo del suo mare, dove le strade della spiritualità celebrano sia la memoria di Padre Pio sia il ricordo dei marinai che dall’Oriente portarono il messaggio di Cristo. Qui il Novecento è scivolato via senza lasciare il segno dell’età senza imprimervi quelle rughe che una terra orgogliosa della propria natura incontaminata riesce a tenere a bada. La ragione è un simbolo e un ideale per il viaggiatore che ama le sorprese, che lietamente asseconda l’istinto e anela a vagabondare senza meta . Si presta meravigliosamente al turismo spontaneo, fatto di scoperte solitarie e di esperienze singolari, che svelano il senso del detto: “ Il Gargano è terra di fede e di ricerca della spiritualità”, e smentiscono il pregiudizio diffuso che sia una contrada ostile e selvaggia . E’ al contrario, il luogo del risveglio delle emozioni sopite, della poesia, dell’incanto, il paese dell’imprevisto”, dove ancora , nel silenzio delle stradine di Vieste, Peschici, Vico del Gargano e
Monte Sant’Angelo, le ricamatrici si dedicano ad abbellire con pizzi e paramenti sacri, i pescatori ricuciano a mano le reti da pesca e dove tutt’ora nelle taverne si rovescia, in segno di benvenuto, un bicchiere di acqua benedetta sulla tavola dell’ospite.
Un altro mondo: tale appare il promontorio del Gargano, un mondo che conserva usanze e tradizioni altrove scomparse, un altro mondo intimo , segreto, spesso ripiegato su se stesso, ma sempre pronto ad aprirsi a chi ha l’audacia di percorrerlo a piedi, in bicicletta o a cavallo, i mezzi migliori per addentrarsi in un territorio che i botanici equipararono ad un paradiso già dal 1700, a un isola dalla natura intatta, nel cuore della quale si estende la Foresta Umbra, il polmone verde del Parco Nazionale del Gargano. Che il titolo di “paradiso botanico” sia meritato lo si constata soprattutto in primavera, quando la spiaggia e la campagna si trasformano in un lungo nastro multicolore, e la fioritura delle orchidee spontanee conferma un dato straordinario : il Gargano è il paradiso delle orchidee, la regina dei fiori, con circa il 60 % delle specie presenti in Europa.Chi si avventura sui sentieri avrà l’occasione di ammirare antiche abbazie dirute, come quella di Monte Sacro, le torri di difesa costiere del XV sec. e l’affascinante geologia del promontorio, e stupirsi davanti alle fantasmagoriche sculture e architetture create dall’erosione, in particolare tra Vieste e Mattinata, e all’interno verso Pulsano a Monte Sant’Angelo, una successione di grotte , che gli speleologi esplorano oggi come le esplorarono in passato i monaci, che le adibirono a cappelle per intraprendere l’evangelizzazione di queste terre . Le grotte dei pomodori, rossa, sfondata, campana, dei contrabbandieri, calda, smeraldo , dei serpenti si susseguono in una lunga corono geologica , assicurando emozioni soprattutto a chi vi si accede in barca. Lo spettacolo è di quelli che tolgono il fiato: con le viscere della terra che si spalancano davanti , in un labirinto di lunghe gallerie. E’ in questa parte del Gargano, la più aspra ma anche la più cordiale e generosa, che il viaggiatore posa più volentieri il proprio zaino. Nel lungo cordone di spiagge di sabbia e ciottoli bianchi annidate tra falesie faraglioni, spesso accessibili solo dal mare, il promontorio mostra la sua gioia di vivere e il calore della gente. Sono lidi appartati e arenili mondani, ma tutti sembrano confermare l’opinione che il Gargano accolga alcuni dei siti nautici tra i più belli d’Italia. Ed in questi luoghi regnano i trabucchi. Già, i “trabucchi” termine “sacro” del vocabolario locale, sinonimo di tradizione e di arte di vivere. E chi varca la soglia di un trabucco avrà l’occasione di
lasciarsi trasportare dal ritmo di una chitarra , nel mondo della tarantella. Tarantella , non più finalizzata , come avveniva nel ‘600 , a liberare dal veleno della tarantola, ma soltanto a esprimere la felicità di vivere del Gargano.
Nel passato, di questa terra si sapeva soltanto che vi passava la via Sacra Longobardorum, la strada percorsa dai crociati per raggiungere la Terra Santa. Oggi, il Gargano è divenuto l’essenza della devozione cristiana da quando qui, dopo San Michele, si è posata l’ombra di Padre Pio, il Santo che diffonde nel mondo il nome del Gargano.- Abbigliamento e attrezzature
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- Trekking di fede
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