PESCHICI
Peschici
Peschici è un comune di 4.392 abitanti della provincia di Foggia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano.
Rinomata stazione balneare garganica, è arroccata su una rupe la cui bellezza iconografica l’ha resa famosa nel mondo. Per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.
L’abitato di Peschici è dislocato sulla sommità (e lungo il versante occidentale) di un’imponente rupe carsica che, elevandosi per più di 100 metri sull’Adriatico, domina una baia incantevole.
Il nucleo storico del paese si arrampica dal porto fino alle fortificazioni del castello svevo. Il tessuto urbano presenta una morfologia intricatissima, fatta di vicoli, piazzette, coorti, scalinate, stretti passaggi, archi e soprattutto di bianchissime abitazioni, tipiche dell’architettura mediterranea. L’espansione urbana ha avuto luogo in due aree e secondo modalità diverse: sul promontorio, verso l’entroterra, di tipo relativamente intensivo, e nella Valle Clavia, verso Montepucci, di tipo sporadico e con vocazione turistico-ricettiva.
Il territorio comunale, compreso tra i comuni di Vico del Gargano e Vieste, presenta un’escursione altimetrica di 582m e un’orografia aspra e varia.
Lungo la costa si susseguono maestosi promontori, spesso attraversati da sistemi di grotte marine, e calette di rara bellezza, a volte pressoché inaccessibili.
La copertura vegetale è in buona percentuale boschiva, prevalentemente pini d’aleppo che nella zona crescono dalle colline dell’interno fino ai lembi delle spiagge. Presente macchia mediterranea.
Peschici dista 9 km da San Menaio (SS89), 13 km da Vico del Gargano (SS89), 14 km da Rodi Garganico, 21 km da Vieste (SS89 o SP23) e circa 122 km da Foggia.
Le Torri
Fin dalle origini la storia di Peschici è profondamente legata al mare ed ai suoi pericoli. Il borgo fu fondato, infatti, nell’XI secolo da un manipolo di soldati slavi inviati nella zona da Ottone I per far fronte alla minaccia dei saraceni. A memoria di una storia secolare di attacchi ed incursioni restano oggi alcune torri costiere erette nella seconda metà del Cinquecento per difendere il territorio da pirati e corsari.
I fortilizi si levano su alte rupi a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica rispetto all’Adriatico: tale ubicazione risulta strategica e funzionale all’avvistamento ed alla segnalazione delle navi nemiche. Le torri hanno base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide; l’accesso avveniva dal lato rivolto verso i monti per mezzo di scale retrattili in legno, successivamente sostituite da rampe fisse in muratura.
Le feritoie, invece, che fungevano anche da finestre, erano aperte nelle pareti laterali. Ogni torre doveva essere visibile da altre due torri: l’avviso delle imminenti incursioni di giorno avveniva per mezzo di segnali di fumo, di notte per mezzo di segnali di fuoco oppure ricorrendo al suono di campane o di corni. Talora venivano anche inviati dei messaggeri a cavallo ad allertare la popolazione locale.
Tra le torri superstiti la più famosa è sicuramente quella di Monte Pucci che regala ai suoi visitatori un panorama meraviglioso. La torre, arroccata sull’alta roccia calcarea, avvolta dall’esaltante profumo di pino misto a quello del mirto, ha perso l’originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la funzione di avvistamento e non, quindi, difensiva.
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