Case vacanze a Vieste – escursioni e trekking del Gargano
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  • dolci

    PETTOLE PUGLIESI

    Ingredienti
    1 kg di farina
    400 g di patate lesse
    1 lievito di birra
    sale
    Vin cotto o zucchero semolato

    Preparazione
    Si versa la farina in una ciotola molto capiente, e si unisce la patata precedentemante lessata, sbucciata e passata, un pizzico di sale marino fino e il lievito di birra sciolto in un bicchiere di acqua tiepida. Si impasta il tutto aggiungendo poco per volta l’acqua necessaria ad ottenere una pastella molto morbida. Si lascia quindi lievitare la pasta per un’ora ponendo la ciotola in un luogo caldo e non ventilato. Successivamente si riscalda l’olio che servirà per friggere le pettole. Con l’aiuto di un cucchiaio, si prende una manciata di pasta dalla ciotola formando una pallottola, e la si getta nell’olio ben caldo: le Pettole si dovranno gonfiare immediatamente e dovranno friggere per pochi secondi, giusto il tempo di dorarsi, girandole sia da un lato che dall’altro. Si lasciano quindi asciugare su carta assorbente prima di servirle ancora molto calde e di intingerle nel vin cotto o zucchero semolato.

    CIAMBELLINE DI PATATE
    500 gr di farina, 500 gr di patate, 3 uova, un cucchiaio di sale fino, 1/2 lievito di birra.

    Lessare le patate (con buccia) in acqua salata, poi scolarle, sbucciarle e passarle ancora calde nello schiacciapatate. Fare una fontana sulla spianatoia con la farina; mettere al centro le uova, un cucchiaio di sale, il lievito e le patate schiacciate. Impastare il tutto. Quando l`impasto è pronto, creare delle ciambelline e lasciarle lievitare per un`ora. Poi friggere le ciambelline e successivamente spolverarle con lo zucchero.

    VINCOTTO
    Il vincotto di fichi nasce dai fichi più maturi raccolti nella seconda quindicina di agosto. Mettere i fichi in una caldaia immersi in molta acqua e cuocere per lungo tempo fino a rendere il tutto una poltiglia. Versare il contenuto in sacchetto in modo da filtrare i semini.
    L`operazione si effettua appendendo il sacchetto e lasciando per un giorno intero con un recipiente sotto. Successivamente cuocere il tutto molto lentamente sino a portarlo all`ebollizione in modo da rendere il preparato denso e scuro. L`operazione di cottura potrebbe richiedere anche 3 o 4 ore. Da 20 Kg di fichi si può ottenere circa 1 litro, un litro e mezzo di vincotto.

    Cartellate
    Ingredienti: 800 gr  di farina bianca, 200 gr di semola rimacinata,  200 gr. di vino bianco secco, vincotto o miele, cannella in polvere, 400 gr. di olio extra vergine di oliva e 10 gr. di sale.
    Preparazione:  Mettete la farina a corona sul tavolo da lavoro. Nel centro mettete il vino intiepidito e l’olio. Sciogliete un pizzico di sale in 50 cl di acqua tiepida da utilizzare per impastare tutto il composto affinché risulti né troppo duro né troppo morbido. Ottenete dalla massa delle palline che stenderete col mattarello; tagliate delle strisce con la rotella della larghezza di 3 o 4 cm. Piegate in due le strisce e unitele con le dita a distanza di 3 cm. creando così delle conchette. Arrotolate su se stesse le strisce a spirale e fatele asciugare e riposare per circa 6 ore. Friggete le cartellate in abbondante olio bollente. Immergetele nel vincotto o nel miele e spolveratele con la cannella unita allo zucchero a velo.

    vieste ostie ripieneOstie ripiene
    Ingredienti: farina, 1 kg. di mandorle abbrustolite, 150 gr. di zucchero,1 kg di miele, 4 stecche di cannella in polvere e 3-4 chiodi di garofano.
    Preparazione: Le ostie vanno preparate mescolando acqua e farina fino ad ottenere una pastella. Con la massa ottenuta e usando l’apposito attrezzo arroventato sul fuoco, otterrete delle cialde di forma ovoidale lunghe circa 15 centimetri e larghe 7. A parte, versate in un tegame, preferibilmente di rame, il miele, lo zucchero e le mandorle. Fate sciogliere a fuoco dolcissimo il tutto, rimescolando continuamente fino a che le mandorle saranno ricoperte da questo denso sciroppo e iniziano a scoppiettare. Aggiungete la cannella e dopo una ultima rimescolata spegnete il fuoco. Su un piano di marmo avrete già adagiato metà delle ostie che avrete preparato e su di esse stenderete il composto ancora bollente. Con l’altra metà delle ostie coprite e per far sì che si incollino e rimangano diritte metteteci sopra una tavoletta di legno con dei pesi. Lasciate raffreddare per bene e servite. Leggenda vuole che le ostie chjéne siano nate, attorno al 1600, nel monastero delle Clarisse di Monte Sant’Angelo, dove sorge il celebre santuario dedicato all’arcangelo Michele. L’origine conventuale di questi dolcetti sembra confermata dal fatto che gli involucri sono preparati con gli stessi ingredienti e lo stesso tipo di cottura usati per le ostie della Comunione; inoltre la superficie è talvolta decorata con immagini sacre.

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