Torri costiere e di difesa

Torri costiere di difesa del Gargano e di Vieste

mappa torri costiere - vieste garganoSul finire del XV sec. le coste non erano più sicure per le sempre crescenti incursioni mussulmane. I primi rimedi proposti di difesa della costa prevedeva una serie di Torri, isolate, ma in stretto rapporto visivo tra loro, con la doppia funzione di avvistamento e di eventuale prima difesa. In alcuni casi venivano potenziate le torri e le fortificazioni del sec. X e XI Sveve e Angioine già esistenti.
Nel 1563, dopo che erano avvenute varie incursioni saracene appoggiate da una notevole flotta, si decise di potenziare il sistema delle torri. Nel febbraio del 1568 il Vicerè Don Parafan de Ribera scriveva ad Alfonso de Salazar : “ nelli anni et mesi passati per il servizio di S. Maestà ad fensione et guardia de li populi di questo Regno, fu per noi ordinata la costruzione generale delle Torri per tutte le marine di questo Regno, fu per noi ordinata la costruzione generale delle torri per tutte le marine di questo predetto Regno. Et per virtù di detti nostro vieste torre costiera di Sfinaleordini si sonno fabbricate alcune torri, et altre restano a farsi et quelle che sono fatte intendemo che bisognano visitarse a fine de videe si stanno complite et ben fatte …” .
Si tassarono le Università (Comuni di oggi) nelle cui dipendenze territoriali ricadevano le torri, per il riperimento dei denari necessari alla costruzione delle torri secondo il numero dei fuochi (abitanti). Nel 1564 su proposta del governatore Carlo Caracciolo fu stabilita la costruzione di  dieci torri sul Gargano, da Manfredonia e la foce del Fortore con una spesa di 1827 ducati a ragione di 5 carlini e 8 grana a fuoco (abitante). Nonostante gli ordini di costruzione impartiti, poche furono le torri costruite nello spazio  prefisso di 8 mesi. La causa fu quella che le vieste torre costiera porticelloUniversità locali mal tolleravano il criterio scelto per la ripartizione della spesa per la costruzione delle torri, oltre, a quelle  non meno gravose , per assicurare il servizio di guardia, perché era ingiusto far gravare tutte le spese su di esse, visto che erano le più esposte ai continui pericoli. Dopo varie proteste e lamentele, nel 1567 venne imposta , per la costruzione , una tassa di 22 grana per tutti fuochi ricadenti in un territorio vicino al mare entro le 12 miglia. Per dare nuovo impulso ai lavori ordinati, fu nominato con pieni poteri della R. Corte Commisario Alfonso  Salazar Presidente della R. Camera col compito di rivedere insieme all’ing. Scala tutte le torri e concludere rapidamente tutte le operazioni. Con questo sistema nel settembre del 1569 la costruzione di quasi tutte le torri poste a difesa dell’Adriatico erano terminati , e il Vicerè diede ordini per l’armamento. Gli elenchi delle Torri , in Capitanata riportavano venti voci : torre del fiume Trigno, di Setacciata, del fiume Asinarca, di Campomarino, di Lesina, di Monte Mileto, di Calarossa, di Montepuzzo, di Calalonga, del Ponte della Spiga, della Punta di Molinella, di Molinella, di Portonovo, di San Felice, della Testa dell’Aglio, della Pergola, della Punta di Monte Barone, della spiaggia di Mattinata, della spiaggia di Manfredonia, della Punta della Pietra e la torre di monte Saraceno. La tipologia generale delle torri del Gargano era impostata su manufatti a base quadrangolare, e di misura pressoché uguale. A volte le torri erano in collegamento visivo con le “guardiole”, piccole torri collegate in alto che dovevano assolvere alla esclusiva funzione di collegamento con i paesi dell’interno.
Vieste - torre di san FeliceDopo questo periodo e durante i lavori di costruzione di alcune torri, per mancanza di fondi alcuni “partitari” ( costruttori ) non furono pagati e i lavori furono abbandonati. L’incuria e l’incursione dei Turchi, crearono notevoli danni alle torri riducendoli a condizioni deplorevoli anche a causa di “mala fabbrica per cattivo magistero d’arte”. Le frodi più comuni erano: calce di impasto scadente con murature costruite vuote all’interno. L’istituzione di commissari contro la frode ne aveva migliorato la situazione e fu riproposta l’imposizione dei 22 grana cessata nel Natale del 1570; per “mala fabbrica” crollarono le torri di Peschici e Monte Saraceno. Si aggiunse il malcontento dei torrieri e cavallai che erano insufficienti e mal pagati i quali per racimolare qualche altro soldo andavano a lavorare nei campi o si davano al contrabbando sguarnendo le torri o si addormentavano per la stanchezza. Nel 1594 Carlo Gambacorta , Marchese di Celenza , visitò le torri della Capitanata compilando delle preziose schede per ognuna di esse, attualmente depositate presso la Biblioteca Nazionale di Parigi (MS italiano 470).
vieste torre costiera di sfinale 1Alla fine del XVI sec., quando non si erano esaurite le incursioni saracene , ed ai principi del seguente, la costruzione delle torri di difesa ordinate nel 1563 non era ancora finita. Le torri negli anni successivi assicurarono il Regno da possibili invasioni, anche se risultarono in parte inutili visto che il grande pericolo delle incursioni era trascorso grazie al declino della potenza marittima ottomana. Tutte le torri del Gargano sono di base quadrata, ad eccezione delle due torri cilindriche di Varano costruite antecedentemente dagli Angioini, molto simili tra loro ma di diversa grandezza, caratteristiche per i loro merli ghibellini a forma di rondine. Inoltre per la costruzione della torre di Fortore, re Ferdinando nel 1485 diede la facoltà a Riccardo Orefice la facoltà di costruire tale torre per la difesa del porto e della spiaggia di Fortore , ma la costruzione non fu portata al termine . Nel 1519 Carlo V ripetè la concessione, a favore di Antonio De Francesco, con il diritto di aprire una taverna e con l’obbligo di completare la torre nello spazio di due anni. Antonio De Francesco da li a poco morì in Spagna, proseguì l’opera prima il padre e successivamente il figlio Agostino. Nel 1560 per debiti contratti da Agostino De Francesco, la torre ( che nel 1540 era stata completata) venne confiscata dalla Real Corte. Oggi alcune di esse non esistono più o sono ridotte a ruderi, altre sono state modificate rispetto alla costruzione originaria. Le torri del gargano a base quadrata misurano circa 11 metri per lato ed internamente più di 5 metri, ed hanno un’altezza di circa 12 metri, sono quasi tutte in collegamento visivo una con l’altra. L’ingresso è a monte, raggiungibile attraverso una scala in muratura in due rampe con una passerella di legno nell’ultimo tratto con una scala a pioli, esse sono su due piani, con un locale per piano e con l’apertura a terrazza per la dotazione di armi e per le segnalazioni ( fumo di giorno e fuoco di notte). I collegamenti tra i due piani era assicurato da una scala a pioli passanti attraverso una botola. Il piano terra era utilizzato da magazzino e quello superiore da abitazione. Le pareti hanno alla base uno spessore di circa due metri e sono in pietra locale.

ITINERARIO TURISTICO

Bibliografia: 1) Pasanisi O. – La costruzione generale delle torri marittime ordinata dalla R. Corte di Napoli – Napoli 1926-Biblioteca Nazionale di Napoli. 2) Archivio di Stato di Napoli : Torri e Castelli  e costruzioni in corso in Capitanata 1543.