Sanapiatti
Sana-piatti (riparatore di piatti)
Emozione: è quanto si prova ascoltando la storia sui tanti maestri “sana-piatti” del nostro ultimo novecento che, scegliendo l’arte di riparare i piatti, portava avanti un faticoso lavoro; in ogni stagione percorrevano le tante vie di Vieste e dei paesini del Gargano, dall’alba al tramonto, per offrire la loro maestria e restaurare, con l’abilità delle loro mani, i vari piatti rotti. Ogni frammento ritrovato aveva un grande valore poiché concorreva al risanamento di quel piatto, così importante per il quotidiano vivere da essere ritenuto meritevole di risanamento. Era gente povera la nostra gente di quel periodo ed a grande fatica spendeva quei “due soldi a punto”per riparare un piatto o la spaghettiera (piatto unico e più grande), mentre incontrava difficoltà ad acquistarne uno nuovo.
Parlando dell’arte nel riparare i piatti si pensa ad un lavoro solitario, lontano dalle consuete botteghe artigianali, ma fatto di abilità e precisione; quasi sempre i sana-piatti erano anche ombrellai; infatti il bastone dell’ombrello era destinato a divenire asse di rotazione del trapano, formato anche dalla ruota, dalla punta e dallo spago. Possedere un antico piatto cucito ad arte oggi vuol dire possedere un tesoro, custode di antichi segreti legati anche a quel filo di ferro, con il quale si cuciva, ed al collante usato. È una grande meraviglia scoprire, dal racconto fatto, che il collante si otteneva mescolando farina e bianco d’uovo mentre il rosso d’uovo veniva normalmente utilizzato come cibo giornaliero.
E’ necessario sapere che prima di eseguire ogni riparazione bisogna stimare lo spessore del piatto e scegliere la punta da utilizzare per forare in entrambi i lati della lesione. Quanta fatica in quel tempo! Si sagomava poi a mano il ferro per renderlo a forma di graffetta e si stuccava. Era necessaria tanta precisione e per ogni punto messo si impiegavano circa dieci minuti. Gli oggetti, così, riprendevano l’antica forma ed erano pronti per essere riutilizzati mentre la loro storia continuava nelle singole case. È un mondo che sembra tanto lontano, con la sua dignitosa forma di povertà, ma che dava lustro ad ogni mestiere, che come questo, era ricco di un’arte sottile che si vuole riscoprire.
Banditore
