Il Fiorire delle Opere Pubbliche
LA PRIMA STRADA – IL FIORIRE DI OPERE PUBBLICHE
Nei decenni successivi Vieste, come tutto il Gargano, non godette di particolari fortune. Pur tuttavia, nell’ambito della politica generale governativa, le cose cominciarono a migliorare. Vennero costruite le prime strade carrozzabili, importantissima la S. Severo-Rodi, della quale nel 1865 fu aperto il primo tratto e che qualche anno dopo, fu prolungata fino a Peschici e Vieste. Con le strade diventarono più agevoli il movimento delle persone e delle cose. NeI 1911 aveva inizio il
servizio automobilistico da Vieste ad Apricena scalo ferroviario, istituito dalla società viestana Caizzi-Baringi, che rappresentò, per i tempi, un ragguardevole progresso di comodità e rapidità. Gli anni del primo Novecento furono contrassegnati da un grande fervore operativo, sia a livello comunale che da parte dei cittadini. Vennero aperte nuove strade per migliorare la circolazione nell’abitato; fu illuminata la città con la luce elettrica, prodotta in loco da una centrale a carbone impiantata dai fratelli Montella; furono costruite la pescheria comunale, il pubblico macello, il nuovo cimitero; venne progettato l’attuale palazzo municipale con le scuole annesse; crebbe l’esportazione dei prodotti agricoli per l’entrata in produzione delle due grosse aree appena bonificate: il Pantanello e la palude Mezzana-Molinella, l’una ad opera del Comune, l’altra ad iniziativa della privata proprietaria, signora Medina Grazia; aumentarono notevolmente la circolazione monetaria e gli
investimenti grazie alle rimesse degli emigranti che ogni anno partivano a centinaia per gli Stati Uniti, onde la Banca Popolare Cooperativa di Vieste, sorta nel 1887 con un capitale societario di L. 51.150, poteva vantare al principio del secolo un fiorente giro di affari e nel 1914 depositi per sei milioni di lire. Nei comizi elettorali era assente, al contrario dei grandi centri, il grande dibattito politico per il suffragio universale e non riusciva ad aggregare le masse quello social-sindacale a favore del quarto stato emergente. La maggiore attenzione era rivolta ai problemi di carattere locale. Tra questi, il cavallo di battaglia degli aspiranti deputati era la promessa di far fuoco e fiamme a Roma per la costruzione della ferrovia garganica. Così il municipio di Vieste diede incarico all’ing. Filippo de Benedetti per redigere il progetto,
progetto che nonostante l’interessamento degli on. Salandra e Zaccagnino non fu tradotto in atto , anche se era prossima la firma del contratto tra il Comune di Vieste concessionaria e la società Monod subconcessionaria ( dell’ing. Arnald Monod autore del progetto del traforo del Monte Bianco) . Ferrovia che fu il mito irraggiungibile dei viestani durante gli anni che altrove furono chiamati della Belle époque .
Storia del Brigantaggio dopo l’Unità – F. Moltese-Milano 1964
Memorie A.G.B. Perrone – M. G. Mafrolla – Vieste 2006
Lo Sperone d’Italia – M- Vocino- Roma 1914
Michelangelo De Grazia – Appunti storici del Gargano- 1913 – Biblioteca Nazionale di Napoli
