Case vacanze a Vieste – escursioni e trekking del Gargano
Icona RSS Icona email
  • Trabucchi del Gargano

     

    trabucco del Gargano

     IL TRABUCCO
    SAPORE DI MARE ANTICO

    Premessa
    Lungo la costa tra Vieste e Peschici , lo sguardo del viaggiatore in fuga verso il mare viene rapito  da strane architetture  in legno, dalle cui antenne lanciate verso il mare penzolano reti di incredibili dimensioni; spostando lo sguardo, il più delle volte scorge alle spalle una torre saracena. Proseguendo di punta in punta, lo spettacolo  si rinnova generando curiosità e meraviglia quanto più  ci si avvicina alla ragnatela dei  pali emergenti a pelo d’acqua con la plasticità e la nettezza del profilo  che trasfigura il litorale. Nato in tempi lontani dall’esigenza di fronteggiare  il mare infido tenendo i piedi ben piantati per terra, assurge  oggi al ruolo di testimonianza mirabile dell’ingegno umano proteso alla soluzione ottimale dei problemi materiali, vieste vecchio trabucco con antico velierocome quello di procurarsi di che vivere in sicurezza, a debita distanza da un mare amaro per la sua energia distruttiva a più riprese sperimentata nei  naufragi e per la presenza saracena, costante pericolo per i pescatori dei secoli passati. Questi rudimentali  ed atipici strumenti di pesca, costruiti con tecniche empiriche da uomini semplici, oggi sembrano voler raccontare a noi uomini moderni l’atavica poesia di un tempo ormai dissolto, popolato da gente dall’animo vergine, come vergini e intatti erano la natura e l’ambiente Garganico, prima che l’insana febbre del turismo ottenebrasse le menti e i cuori protesi esclusivamente all’affare. A saperlo ascoltare, il trabucco ci parla della favola antica della antica lotta tra l’uomo e il gigante infido, amato quanto temuto; evoca alla nostra distratta memoria la fierezza,  la costanza, la rudezza del marinaio garganico chiuso nello scabro silenzio che accompagna la fatica. Un mondo che non può essere riesumato in un’improponibile operazione nostalgica, la cui essenza opera, però, dentro di noi,  ammonendoci sull’importanza del rispetto dei delicati equilibri naturali, scrupolosamente osservati dagli antichi.
    Strutture come i Trabucchi del Gargano, frutto delle ingegnosità dei pescatori di un tempo, impegnati nel dare alla pesca una sicurezza non minacciata dalle avverse condizioni del mare, rappresentano un felicissimo esempio di osmosi tra uomo e natura. Vero e proprio miracolo dell’intelligenza umana, i trabucchi sono l’equipollente testimonianza della fatica dell’uomo per fronteggiare l’energia e i pericoli del mare; quelle grige travi, erose dal mare, dai venti e dalla salsedine, ci parlano dell’inesausta lotta per la sopravvivenza in una terra non sempre generosa. Sopravvissuti perfino alla corsa dissennata  al mattone che ha snaturato le coste garganiche, questi suggestivi “manufatti” si protendono in tutta la loro selvaggia bellezza nell’azzurro del mare, quasi a sfidare e sfuggire l’arrogante avanzata del cemento con i segni inequivocabili delle nuove e ben più remunerative attività. Tanto più miracolosa sembra questa sopravvivenza, in una terra dove le testimonianze delle attività tradizionali si assottigliano sempre di più, per una progressiva quanto inquietante “erosione del sapere”.
    Rilegati dopo tanta vitalità ad un ruolo marginale, relitti di un mondo eclissatosi per sempre tanto da sembrare  destinati all’oblio  e l’abbandono tra l’indifferenza colpevole e lo scetticismo di chi li giudica obsoleti relitti di un tempo ormai perduto, tornano a vivere una nuova stagione, in virtù dell’innegabile valore paesaggistico, oltre che di testimonianza di una cultura materiale replicati per secoli.

    vieste trabucco san lorenzoIntroduzione
    Gli antichi trabucchi, manovrati da vecchi pescatori, sono diffusissimi lungo tutta la costa del Gargano, (dove non esiste promontorio su cui non sorga una di queste gigantesche macchine da pesca), sono tutelati dal Parco Nazionale del Gargano e sono ritornati in attività grazie alla salvaguardia e valorizzazione del Parco, che li ha adottati in segno di rispetto della tradizione garganica. Simbolo stesso della civiltà costiera garganica, sono diventati in seguito il soggetto preferito di artisti ed artigiani del luogo. Per dare concretezza alle direttive dell’Ente Parco, è nata l’Associazione “I Trabucchi del Gargano” , formata dagli stessi trabuccolanti i quali sono parte attiva nell’opera di restauro e di ricostruzione .
    Sulla costa garganica, sul tratto che va da Peschici a Vieste, ci sono strumenti simili. Da queste parti li chiamano Trabucchi.
    Il termine “Trabucco” è perfettamente dialettale, ma ha seguito una certa italianizzazione; si pensa derivi dal latino “ Trabs  – Trabis”  che significa legno,  trave o albero. L’affinità al termine latino è accettabile poiché il Trabucco è un sistema  quasi interamente costruito in legno, quindi di alberi e travi. Per altri, il termine trabucco, ha altre derivazioni:
    Dal  provenzale “Trabucar” che significa riversare, trasferire;
    Dal nome di una macchina bellica del 1500, la catapulta, chiamata trabocco o trabucco che scagliava e quindi trasferiva pietre e fuco. Così analogamente anche il pesce viene trasferito dal mare alla terra.
    Dalla parola francese “trabuchet”, cioè “trappola”, nel senso di insidia, tranello, inganno, trabocchetto, come sostiene la maggior parte dei pescatori.
     

    Che cos’è un trabucco

    Il trabucco è un’architettura, molto raffinata e ben congegnata, pur essendo una struttura molto semplice e primitiva. Esso si può infatti definire un miracolo dell’architettura, creato da gente comune che ha applicato, senza conoscerle, le leggi statiche e dinamiche della fisica, facendo prevalere alle nozioni, la pratica, il buon senso e l’esperienza.
    Praticamente il trabucco è un congegno ben ancorato sulla roccia a picco sul mare costituito da pali, corde, fili di ferro, antenne protese e argani,  che la fantasia e l’esperienza degli antichi trabuccolanti sono riusciti a congegnare per permettere alla rete calata in mare di pescare più pesci possibili.

    Quando e perché nasce il trabucco del Gargano
    Il trabucco garganico non nasce per caso:  origina dalla lunga osservazione del movimento migratorio del pesce di ogni specie lunga la costa. Quando ci si è resi conto che enormi branchi di cefali lasciavano in autunno le acque salmastre dei laghi di Lesina e di Varano , per raggiungere le numerose cale di acqua profonda della Testa del Gargano, (ricchissima di anfratti, scogli e grotte), per svernare e riprodursi, molti pescatori garganici pensano di progettare un marchingegno atto a catturare tutto questo ben di Dio. Mancano però i mezzi tecnici necessari per realizzarlo. E’ vero che i pesci si muovono a non più di dieci metri dalla costa, per evitare di essere mangiati dai delfini  che li attendono al largo, ma, per prenderli occorreva una grande rete e materiali particolarmente resistenti. Il problema è stato risolto con l’entrata in commercio del filo di ferro che non poteva essere surrogato né dalle funi né dai cavi in acciaio che erano soggetti a distendersi se erano sottoposti a forti tensioni; ciò avrebbe comportato inevitabilmente la frattura e la caduta di entrambi le antenne. Nasce così il trabucco nella seconda metà dell’ottocento. Questa struttura da pesca viene creata sicuramente per salvaguardare la sicurezza dei pescatori del trabucco che così non possono  mai essere sorpresi dalle tempeste o da violente mareggiate; al massimo il danno che si poteva subire era la distruzione delle reti e di alcuni pezzi dell’architettura, ma non la perdita della vita!
    Ricordiamo, peraltro,  che sino a qualche decina di anni fa , il trabucco è stato l’unico sostentamento per tante famiglie nella zona considerata.

    Materiale
    Legname, corde di canapa, fili di ferro e tantissimi chiodi.

    Tempi di costruzione
    Da un mese a quaranta giorni, avvalendosi di diversi operai.

    La struttura

    foto arch N. Cirillo trabucco  ViesteConsiste in un imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono una enorme rete a maglie strette detta trabocchetto, che sfrutta la confluenza delle correnti marine per intrappolare il pesce e da una tavolata, una superficie in legno al centro della quale sorge il casotto, il vero e proprio cuore nel quale il pescatore si porta di primo mattino e attende di recuperare la rete con il frutto della pesca.

    La funzione e la tecnica di pesca ci aiutano a capire anche l’etimologia del nome. Una delle ipotesi fate è che trabucco derivi da trabone, ovvero dal termine francese utilizzato per indicare una macchina da guerra di origine medievale. Si tratta in pratica di una catapulta evoluta che aveva dei contrappesi alle estremità che servivano, sfruttando la forza di gravità, a lanciare lontano oggetti con grande precisione. La sua esistenza è testimoniata per la prima volta nell’assedio di Parigi del 885.

    Dal casotto si dipartono quattro lunghe antenne dalle quali partono altrettanti canapi legati alla rete, predisposta e adagiata sul fondo del mare. Al centro del casotto c’è l’argano rotante. Come in una catapulta, con un rapido movimento, l’argano viene fatto girare per richiamare attorno a sé le corde collegate ai quattro angoli della rete: assistiamo, in pochi istanti, alla rapida riemersione del pescato. Con questa tecnica i pescatori riuscivano a pescare spigole, cefali e pesci da scoglio nella stagione invernale, da ottobre a dicembre, e sardelle e novellame nei mesi estivi a partire da giugno.

    Posizione
    La posizione è molto importante per la costruzione di un trabucco e la sua scelta non è casuale. Prima di costruire e definire su un punto della roccia il trabucco, si fanno varie prove, lo si piazza in una posizione e in breve tempo, si sposta, prima un po’ più a destra poi un po’ più a sinistra, fino a quando non si trova il punto migliore per la pesca. Fatto questo, il trabucco segue la sua evoluzione: veniva fabbricata la  casetta in legno , viene attrezzato così, di tutte le comodità accessoriali utili alla pesca. vieste trabucco san lorenzo 1Oggi per esempio, chi vuole costruire un trabucco,una volta superata la prassi burocratica, cerca di  piazzarlo nel punto in cui precedentemente ne esisteva un altro, avvalendosi così dell’esperienza dei vecchi pescatori. La posizione è  determinata dal tipo di pesca che si vuol fare; infatti alcuni pesci vengono influenzati delle correnti. Volendo fare un determinato tipo di pesca, si cerca un punto dove non esistono correnti che possano dar fastidio. In base alla posizione, i trabucchi si dividono in:
    •        TRABUCCHI DI MAESTRO
    •        TRABUCCHI DI LEVANTE
    Il trabucco di maestro pesca dalla parte ovest, quello di levante dalla parte est. Per spiegare questo concetto bisogna premettere ( sarà spiegato meglio in seguito) che il trabucco ha una rete formata da quattro lati,di cui uno resta in fondo al mare, gli altri tre vengono tenuti all’altezza di un metro circa dal livello del mare.  Il lato che viene tenuto in fondo è considerato l’entrata del pesce. Se l’entrata volge ad est, il trabucco dicesi di levante, se volge ad ovest, dicesi di maestro. Anche l’entrata si definisce durante il periodo di prova, quando si sperimenta la posizione. Deduciamo, quindi, che avendo una punta in mezzo al mare, con due trabucchi che pescano sulla stessa retta d’azione,  quello posto alla sinistra sarà un trabucco di maestro, quello alla destra un trabucco di levante, per le motivazioni innanzi citate. Dal  momento che i pesci sono condizionati dalle correnti, il trabucco di maestro pescherà più pesce rispetto a quello di levante se spinge il maestrale e viceversa se spinge il levante. Prendiamo come esempio i due trabucchi che si trovano nella Baia di Manaccore a Peschici: il primo è un trabucco di levante, il secondo è di maestro. Il primo si definisce tale perchè il passaggio del pesce avviene da est, attraverso il centro della baia, fino alla costa opposta, quindi, il pesce entra nella rete dalla parte destra;  il secondo, perchè il pesce arriva da ovest,  s’addentra nella baia, raggiunge la costa opposta ed entra nella rete dalla parte sinistra. Ora molti trabucchi sono stati abbandonati, altri sono utilizzati per vari usi, altri sono diventati un simbolo turistico, quasi mulini al vento del Mediterraneo.

    I trabucchi del Gargano
    I trabucchi del Gargano

    Sapore di mare antico, alla scoperta dei Trabucchi

    I Trabucchi: antichi ed ingegnosi strumenti da pesca presenti sul tratto di costa tra Vieste e Peschici, punto di incontro tra mare, cielo e terra, saranno lo scenario unico di una escursione indimenticabile tra racconti, dimostrazioni di pesca e sapori indimenticabili.

    Note tecniche
    Periodo: da Pasqua a Settembre
    Percorso: facile adatto a famiglie
    Durata: mezza giornata
    Equipaggiamento: scarpe comode e macchina fotografica.

3 visitors online now
3 guests, 0 members
Max visitors today: 4 at 09:40 am GMT-1
This month: 7 at 09-04-2010 11:29 am GMT-1
This year: 10 at 02-12-2010 05:55 am GMT-1
All time: 10 at 02-12-2010 05:55 am GMT-1